E. A. Mario, pseudonimo di Giovanni Ermete Gaeta, è una figura fondamentale della musica e della poesia italiana del Novecento, in particolare della tradizione napoletana. Nacque a Napoli il 5 maggio 1884 e divenne celebre per le sue canzoni, molte delle quali hanno attraversato decenni rimanendo nella memoria collettiva, come La leggenda del Piave e Tammurriata nera. Questi brani non solo hanno segnato un’epoca, ma sono anche testimonianze di un’Italia che cambiava, tra il patriottismo, la guerra e le trasformazioni sociali.
Un inizio modesto e una vita dedita alla musica
Giovanni Gaeta nacque in una famiglia modesta, vivendo in un basso di Napoli. Nonostante le difficoltà economiche, il giovane Gaeta sviluppò una passione per la musica, imparando da autodidatta a suonare il mandolino e a comporre melodie. Inizialmente impiegato nelle Poste Italiane, fu durante questo periodo che ebbe l’incontro che cambiò la sua vita. Un musicista di passaggio, Raffaele Segrè, gli fece scrivere i testi per una canzone, Cara mamma, che divenne il suo debutto nel mondo della musica napoletana. Fu questo il punto di partenza per una carriera che lo avrebbe visto diventare uno dei più prolifici parolieri e musicisti italiani, con oltre duemila canzoni a suo nome.
La “Canzone del Piave”: un inno alla Patria
Una delle sue composizioni più celebri, La leggenda del Piave, fu scritta nel 1918, durante la Prima Guerra Mondiale. La canzone divenne subito simbolo di speranza e riscatto per l’Italia, reduce dalla sconfitta di Caporetto e pronta a lanciarsi nella controffensiva che avrebbe portato alla vittoria. Le sue parole, accompagnate da un ritmo incalzante, catturarono lo spirito patriottico dell’epoca e furono adottate come un vero e proprio inno nazionale, tanto che il comandante in capo Armando Diaz lo ringraziò, affermando che la canzone aveva dato più coraggio di un generale.
La “Tammurriata Nera” e la cultura napoletana
E. A. Mario è anche ricordato per aver scritto Tammurriata nera, un brano che racconta una storia di amore e di unioni interrazziali, ispirato dalla curiosa vicenda di alcune ragazze napoletane che avevano avuto figli da soldati afro-americani durante la Seconda Guerra Mondiale. La canzone divenne simbolo della Napoli popolare, esprimendo con forza e bellezza una storia di coraggio e di amore che sfidava i pregiudizi.
Un protagonista della musica e della politica
Oltre alla sua produzione musicale, E. A. Mario si distinse anche per il suo impegno politico. Nutriendo forti sentimenti patriottici, partecipò anche alla propaganda fascista, componendo canzoni in favore del regime, come Inno del grano e Noi tireremo dritto. Fu un periodo controverso della sua carriera, che però non oscurò il suo ruolo centrale nella musica italiana. La sua fede repubblicana e mazziniana emerse più volte, tanto che durante un incontro con il re Vittorio Emanuele II, il poeta professò apertamente le sue convinzioni politiche, nonostante l’onore che gli veniva tributato.
La fine di una grande carriera
E. A. Mario visse una vita segnata da successi e difficoltà personali. Nonostante la sua fama e il grande numero di canzoni scritte, non accumulò una grande ricchezza, poiché vendette i diritti delle sue canzoni a una casa editrice, ricevendo solo una piccola percentuale. Negli ultimi anni della sua vita, la sua salute peggiorò, e morì il 24 giugno 1961, pochi mesi dopo la morte della moglie, Adele Leo.
L’eredità di E. A. Mario
Oggi, le sue canzoni sono ancora parte integrante del repertorio musicale italiano e napoletano. Artisti di ogni epoca, da Enrico Caruso a Massimo Ranieri, da Peppino di Capri a Mario Merola, hanno interpretato le sue composizioni, contribuendo alla sua immortalità. Le sue canzoni sono un patrimonio non solo musicale, ma anche culturale, che racconta un’Italia che, pur tra le sue difficoltà, ha sempre trovato forza nell’amore, nel coraggio e nella passione per la propria terra.
In molte città italiane, strade, piazze e scuole sono intitolate a E. A. Mario, e il suo ricordo continua a vivere nelle sue canzoni, che risuonano ancora oggi, unendo generazioni di italiani sotto il segno della sua poesia e della sua musica.
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