Emanuele Gianturco: la toga e il cuore di Napoli

Nonostante il suo nome sia indissolubilmente legato alla storia di Napoli, Emanuele Gianturco nasce ad Avigliano (Potenza) il 20 marzo 1857. Tuttavia, Napoli fu la sua città d’adozione, il palcoscenico dove il suo genio giuridico trovò terreno fertile. Giunse in città giovanissimo per studiare legge, e la leggenda vuole che la sua dedizione fosse tale da vivere in condizioni quasi monastiche pur di eccellere negli studi.

Il “Principe del Foro” e il maestro dei giuristi

A soli 25 anni, Gianturco era già libero docente di Diritto Civile all’Università di Napoli. Non era un semplice avvocato: era un giurista filosofo. Le sue lezioni nell’aula magna dell’ateneo federiciano erano seguite da folle di studenti che pendevano dalle sue labbra, incantati dalla sua capacità di rendere vivo e umano il freddo codice civile (Fonte: Archivio Storico dell’Università degli Studi di Napoli Federico II).

L’ascesa politica: Il Ministro di ferro e velluto

La sua fama travalicò presto i confini forensi. Eletto deputato per la prima volta nel 1886, Gianturco divenne uno dei protagonisti della politica nazionale, ricoprendo ruoli di altissimo rilievo:

  • Ministro della Pubblica Istruzione: dove si batté per l’ammodernamento delle università.

  • Ministro della Giustizia: periodo in cui lavorò instancabilmente alla riforma dei codici.

  • Ministro dei Lavori Pubblici: ruolo cruciale durante il quale si occupò del potenziamento delle infrastrutture del Mezzogiorno (Fonte: Atti Parlamentari della Camera dei Deputati, fine XIX secolo).

Napoli lo amava non solo per il potere, ma per la sua integrità. In un’epoca segnata da scandali, Gianturco rimase l’esempio vivente del “giurista galantuomo”.

L’amore per la musica: Il Gianturco che non ti aspetti

Pochi sanno che dietro la severa toga del ministro si celava un musicista sopraffino. Emanuele Gianturco era un eccellente pianista e compositore dilettante. Frequentava assiduamente il Conservatorio di San Pietro a Majella e amava intrattenere gli amici con sonate che rivelavano una sensibilità artistica pari a quella intellettuale. Si diceva che componesse le sue arringhe più celebri seguendo un ritmo musicale interiore (Fonte: Aneddoti della vita forense napoletana, Biblioteca Nazionale di Napoli).

L’addio prematuro e il mito

Emanuele Gianturco morì a Napoli il 10 novembre 1907, a soli 50 anni, nel pieno della sua attività. La città intera si fermò per rendergli omaggio. Napoli gli ha dedicato una delle zone industriali e ferroviarie più importanti della città (la zona di via Gianturco), trasformando il suo nome in un punto di riferimento geografico per milioni di cittadini.

Fonti

  • Wikipedia.org
  • Archivio Storico della Camera dei Deputati, Profilo Biografico di Emanuele Gianturco.
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