Enzo Avitabile: il ritmo della terra e il respiro del mondo

Nato a Napoli il 1° marzo 1955 e cresciuto nel quartiere di Marianella, Enzo Avitabile inizia lo studio del sassofono da bambino, esibendosi nei club per i soldati americani prima di diplomarsi in flauto al Conservatorio di San Pietro a Majella. La sua carriera si divide in fasi distinte che testimoniano una ricerca musicale incessante.

Negli anni ’80 si impone sulla scena nazionale con un sound influenzato dal funk e dal soul. Il debutto avviene nel 1982 con l’album “Avitabile”, seguito da lavori significativi come “Meglio Soul” (1983) e “Correre in fretta” (1984). In questo periodo collabora con artisti internazionali del calibro di James Brown e Tina Turner, portando il “Neapolitan Power” verso una dimensione cosmopolita.

La vera svolta avviene negli anni ’90, quando Avitabile decide di tornare alle radici, non per nostalgia, ma per ricerca antropologica. Con l’album “Easy” (1994) e soprattutto con “Addò” (1996), il dialetto napoletano diventa la sua lingua d’elezione per narrare il disagio sociale e la spiritualità delle periferie.

Nel 2004 inaugura il progetto Enzo Avitabile & Bottari, con l’album “Salvamm’ ‘o munno”, dove fonde il jazz e il pop con i ritmi ancestrali dei percussionisti di Portico (le cui origini risalgono a riti pagani del XIV secolo). Questa fase di “World Music” lo porta a collaborazioni prestigiose con Hugh Masekela, Goran Bregović e Manu Dibango. Recentemente, il suo impegno è stato celebrato dal regista premio Oscar Jonathan Demme nel documentario “Enzo Avitabile Music Life” (2012) e dalla vittoria di due David di Donatello nel 2017 per la colonna sonora del film “Indivisibili”.

Fonti

  • Wikipedia.org.

  • Jonathan Demme, Enzo Avitabile Music Life (Docu-film, 2012).

  • Sito Ufficiale Enzo Avitabile, Sezione Bio-Discografia.

  • Archivio Storico Rai, Programmi musicali e interviste (1982-2023).

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