Gaetano Filangieri e la Costituzione americana: un legame illuminista

I recenti fatti americani, e in particolare il continuo richiamo al Secondo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, hanno acceso la mia curiosità; mi sono chiesto da dove nascesse, davvero, quell’idea così radicale di libertà, di diritto naturale difeso persino contro il potere dello Stato.
Seguendo questo filo, quasi per caso, ho scoperto che dietro quella stagione fondativa non ci sono solo i nomi più noti dell’Illuminismo europeo, ma anche, seppur indirettamente, la mano e il pensiero di un napoletano: Gaetano Filangieri.

Gaetano Filangieri e la Costituzione americana: un legame illuminista

Quando si parla delle radici della Costituzione degli Stati Uniti, quindi, il pensiero corre subito a Locke, Montesquieu o Rousseau. Più raramente, però, si ricorda il contributo di un grande giurista italiano del Settecento: Gaetano Filangieri. Eppure, le sue idee ebbero un ruolo importante nella formazione del costituzionalismo moderno e furono conosciute e apprezzate anche oltreoceano.

Chi era Gaetano Filangieri?

Gaetano Filangieri nacque a Napoli nel 1752, in una famiglia aristocratica; fin da giovane si dedicò allo studio del diritto, della filosofia e della politica, maturando una visione profondamente influenzata dall’Illuminismo.

La sua opera principale, La Scienza della Legislazione (1780–1785), un’opera composta da cinque libri suddivisi in più tomi, che rimase incompiuta a causa della sua morte prematura nel 1788, a soli 36 anni; nonostante la breve vita, Filangieri lasciò un’eredità duratura, ponendosi l’obiettivo di costruire una legislazione fondata sulla ragione e sulla tutela dei diritti.

Come scrive egli stesso:

«Le leggi non sono che le condizioni colle quali gli uomini si sono accordati per vivere felici.»

Questa affermazione sintetizza l’idea centrale del suo pensiero: la legge non è imposizione, ma patto razionale al servizio della felicità collettiva.

La legalità filangieriana

Al centro della riflessione di Filangieri vi è il principio di legalità, inteso come limite invalicabile al potere politico. Il governo è giusto solo quando agisce entro i confini della legge e nel rispetto dei diritti naturali.

Filangieri parte da un concetto espresso da Cesare Beccaria:

«La libertà politica consiste nel non essere soggetti che alla legge

anticipando uno dei pilastri dello Stato di diritto moderno: nessun potere può esercitarsi al di sopra della legge, nemmeno quello sovrano.

Ancora più esplicita è la sua critica all’arbitrio:

«Ogni atto di autorità che non derivi dalla legge è tirannico.»

Un principio che risuona fortemente nelle moderne costituzioni democratiche.

Filangieri e la Costituzione americana

Il legame tra Filangieri e la Costituzione degli Stati Uniti non è diretto, ma è ben documentato. La Scienza della Legislazione circolava negli ambienti politici americani e Benjamin Franklin intrattenne una corrispondenza con il giurista napoletano, lodandone il rigore e la modernità.

Molti principi presenti nella Costituzione del 1787 e nel Bill of Rights trovano un’eco evidente nelle parole di Filangieri, soprattutto quando egli scrive:

«Il fine della legislazione è la conservazione dei diritti dell’uomo.»

Libertà individuale, sicurezza, proprietà e uguaglianza davanti alla legge sono temi centrali tanto nel pensiero filangieriano quanto nel progetto costituzionale americano.

Separazione dei poteri e limite al governo

Filangieri dedica grande attenzione alla necessità di impedire la concentrazione del potere. In linea con Montesquieu, ma con una forte impronta giuridica, egli conferma che:

«Quando il potere di fare le leggi e quello di eseguirle sono riuniti nella stessa persona, non vi è libertà.» (si tratta della frase più famosa di Montesquieu, tratta sempre dal suo capolavoro Lo spirito delle leggi (Libro XI, Capitolo VI))

Questo principio è uno dei cardini della Costituzione statunitense, che costruisce un sistema di checks and balances proprio per evitare derive autoritarie.

Un ponte tra Illuminismo europeo e costituzionalismo moderno

Filangieri rappresenta un vero ponte culturale tra l’Illuminismo europeo e il costituzionalismo americano. La sua idea di legge come garanzia dei diritti, e non come strumento del potere, anticipa una visione moderna e ancora attuale della democrazia.

In una delle sue riflessioni più emblematiche, scrive:

«La legge deve essere uguale per tutti, poiché tutti sono uguali davanti ad essa.»

un principio che oggi diamo per scontato, ma che nel Settecento rappresentava una vera rivoluzione.

Conclusione

Riscoprire Gaetano Filangieri significa riscoprire una tradizione giuridica che mette al centro la legalità, i diritti e il limite al potere. Il suo dialogo ideale con i Padri fondatori americani dimostra che le costituzioni non nascono mai isolate, ma sono il frutto di un confronto internazionale di idee.

Filangieri, da Napoli, contribuì a pensare la libertà anche per il Nuovo Mondo.

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Via Gaetano Filangieri

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