L’instabile dominio francese e la reazione aragonese

Luigi XII di Francia

Alla fine del Quattrocento, il Regno di Napoli diventò il teatro di una drammatica contesa tra due potenze emergenti dell’Europa moderna: la Francia dei Valois e la Spagna degli Aragonesi. Carlo VIII era appena fuggito da Napoli, lasciando dietro di sé un regno spossato e senza guida, ma la partita era tutt’altro che finita.

A raccogliere l’eredità della guerra fu Luigi XII, un sovrano ambizioso e determinato, mentre dal fronte iberico si affacciava un generale destinato a cambiare la storia dell’Italia: Consalvo di Cordova, il “Gran Capitano”.

La fuga di Carlo VIII e il vuoto di potere

Dopo la rapida conquista del Regno di Napoli nel 1495, Carlo VIII di Valois fu costretto a fuggire incalzato dalla Lega Santa, guidata da Ferdinando d’Aragona (figlio di Alfonso II) e sostenuta dal Papa, Venezia, il Ducato di Milano e l’Impero.
Il suo passaggio si concluse con la battaglia di Fornovo, tecnicamente vinta dai francesi ma priva di esiti duraturi. Napoli, abbandonata e depredata, si ritrovò di nuovo fragile e vulnerabile. Il giovane Ferdinando II tentò di riprendere il controllo, ma morì appena un anno dopo (1496), lasciando il trono allo zio Federico d’Aragona.

Luigi XII e il trattato segreto con la Spagna

Nel 1498 salì al trono di Francia Luigi XII, che vantava diritti sia sul Ducato di Milano che sul Regno di Napoli. Forte della sua doppia pretesa dinastica – discendeva da Valentina Visconti, duchessa di Orlèans, e rivendicava l’eredità angioina – decise di invadere nuovamente l’Italia. Per evitare di aprire un fronte con la Spagna, Luigi XII concluse un accordo segreto con i sovrani cattolici Ferdinando e Isabella: il Trattato segreto di Granada (1500), con il quale le due potenze si spartivano il Regno di Napoli.
Il piano era semplice: la Francia avrebbe preso Campania e Abruzzi, la Spagna avrebbe ottenuto Calabria e Puglia, mentre le province centrali sarebbero state condivise… almeno in teoria.

Dall’alleanza alla guerra: il tradimento inevitabile

Consalvo di Cordova – Aliprando Caprioli Ritratti di cento capitani illustri Roma: Domenico Gigliotti 1600

La coesistenza durò poco: le ambiguità del trattato e la rivalità crescente portarono rapidamente al conflitto aperto. Luigi XII inviò in Italia il duca di Nemours, mentre Ferdinando il Cattolico mandò il suo miglior generale: Consalvo di Cordova.
Fu una guerra brutale e logorante, combattuta con eserciti moderni e strategie nuove. I francesi, inizialmente favoriti, si ritrovarono presto in difficoltà. Nel 1503, a Cerignola e successivamente a Garigliano, il Gran Capitano inflisse due decisive sconfitte alla Francia, segnando la fine della sua influenza nel Mezzogiorno.

La restaurazione aragonese

Con la caduta del dominio francese, il Regno di Napoli tornò sotto il controllo aragonese, ma questa volta in forma diretta, come possedimento della Corona di Spagna. Federico d’Aragona, esiliato e abbandonato, fu l’ultimo sovrano “napoletano” della dinastia; da quel momento, i viceré spagnoli governarono Napoli per conto del re di Spagna, inaugurando un nuovo lungo capitolo nella storia del Sud Italia.
Il potere era stato restaurato, ma il regno era ormai parte di una più ampia rete imperiale: Napoli non era più un centro autonomo, ma una pedina fondamentale nella geopolitica mediterranea.

Cronologia sintetica

  • 1495 – Ritirata di Carlo VIII dopo la battaglia di Fornovo
  • 1496 – Morte di Ferdinando II; al suo posto sale Federico d’Aragona
  • 1498 – Luigi XII diventa Re di Francia
  • 1500 – Trattato segreto di Granada tra Francia e Spagna
  • 1501 Inizio della Guerra franco-spagnola per Napoli
  • 1503 – Vittorie di Consalvo di Cordova a Cerignola e Garigliano
  • 1504 – Fine del dominio francese, Napoli passa sotto la Spagna

Fonti storiche

Treccani.it
Wikipedia.org
Croce, Benedetto. Storia del Regno di Napoli. Laterza, 1925.

Nella foto di copertina un’opera ottocentesca di E. Crété ispirata a una composizione di H. Grobet, rappresenta Pierre Terrail, il Cavaliere di Bayard, mentre difende eroicamente il ponte sul Garigliano per permettere la ritirata delle truppe francesi. Opera simbolica, enfatizza l’atto di coraggio individuale in un momento decisivo della battaglia, anche se la vittoria strategica fu dei Spagnoli guidati da Consalvo di Cordova .

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