La stazione Municipio della metropolitana di Napoli sta assumendo un’importanza archeologica enorme: gli scavi nella zona di Piazza Municipio hanno riportato alla luce l’antico porto di Neapolis e una serie di imbarcazioni romane che stanno costituendo una vera e propria flotta storica.
Fin dai primi ritrovamenti, avvenuti nel 2003-2005, si erano segnalate tre imbarcazioni in legno perfettamente conservate, sommerse dal sedimento fangoso e dalle acque sotterranee, rinvenute ad una profondità di circa 3,5 metri sotto il livello del mare e a tredici metri sotto la superficie attuale della piazza.
Successivamente, altri due relitti – denominati “Napoli F” e “Napoli G” – sono stati scoperti ai margini dell’area di cantiere, tagliati dalle strutture provvisorie dello scavo; questi nuovi ritrovamenti portano il totale delle imbarcazioni a cinque, tutte databili tra la fine del II secolo e l’inizio del III dopo Cristo.

Una caratteristica peculiare di alcuni di questi natanti è la prua (o la poppa) a “specchio”, ovvero una estremità verticale non sagomata, che differisce nettamente dalla forma arrotondata o appuntita delle imbarcazioni tradizionali moderne; questo tipo di estremità è stato osservato anche in relitti rinvenuti nel Porto romano di Tolone (Francia) e ad Ostia.
I lavori di conservazione hanno richiesto soluzioni speciali: due delle barche complete, ritrovate intere, sono state collocate in vasche piene d’acqua dolce nei depositi di Piscinola, dove l’acqua è mantenuta costante a circa 8 gradi, cambiata periodicamente, per evitare che il legno, materiale per naturale degradabile, si disgreghi all’aria libera.
Quanto al loro uso, si ritiene che queste imbarcazioni fossero destinate al trasporto marittimo di merci leggere (alimenti, ceramica, anfore) e probabilmente utilizzate soprattutto per la spola tra il porto maggiore, al largo, e il molo cittadino, poiché le grandi navi non potevano approdare nelle acque basse vicino alla costa.
Le condizioni in cui sono state ritrovate, sepolte in sedimenti fangosi, suggeriscono che siano affondate o semplicemente abbandonate, poi sigillate dal fango e dall’acqua che ne ha garantito la conservazione nel tempo. Le condizioni di degrado, benché presenti, sono attenuate proprio grazie alla protezione naturale offerta da questo ambiente umido.
In conclusione: non è solo un fatto che la stazione Municipio diventerà uno dei più grandi scavi archeologici in Europa, ma è certo che sta rivelando elementi decisivi per comprendere la vita portuale e commerciale di Neapolis.
Ogni relitto aggiunge un tassello per ricostruire come funzionava il porto antico, con gli scambi, la navigazione, le tecniche costruttive e persino i materiali impiegati.
Fonti
-
“Un’altra nave romana trovata a Piazza Municipio” — Napoli da Vivere Napoli da Vivere
-
“Napoli. Piazza Municipio: due i relitti ritrovati” — ecampania.it ècampania
-
“Ecco le navi romane del metrò di Napoli salvate in un metro d’acqua dolce” — Repubblica la Repubblica
-
“Altre 2 Navi romane trovate negli scavi della Metro di Municipio” — Napoli da Vivere Napoli da Vivere
-
“I ritrovamenti archeologici negli scavi della stazione Municipio” — Napoli da Vivere Napoli da Vivere


