Nunzio Gallo: il tenore del popolo e l’orgoglio di Napoli

Nato nel quartiere Porto (proprio come Pino Daniele anni dopo) il 25 marzo 1928, Nunzio Gallo era destinato alla lirica; studiò come baritono al Conservatorio di San Pietro a Majella, ma la sua voce aveva una duttilità e un calore che spingevano verso il cuore della gente, non solo verso i palchi d’opera. La svolta arriva nel 1957, quando trionfa al Festival di Sanremo in coppia con Claudio Villa con “Corde della mia chitarra”; nello stesso anno, rappresenta l’Italia all’Eurovision Song Contest, portando la melodia italiana in giro per il mondo.

Il Re del Festival di Napoli

Ma è all’ombra del Vesuvio che Nunzio diventa leggenda: nel 1958 vince il Festival di Napoli con una canzone che è un monumento alla nostalgia: “Vurria”, interpretata insieme ad Aurelio Fierro. Il suo legame con la città è viscerale, tanto da interpretare brani che sono diventati inni, come “Inno del Napoli” e la celebre “Sedici anni”, che nel 1961 vendette un milione di copie, un numero impressionante per l’epoca.

Il Cinema: tra sceneggiata e Bellavista

Nunzio Gallo non è stato solo una voce. La sua presenza scenica lo portò naturalmente sul set. La sua filmografia è uno specchio della storia napoletana, sia nel cinema popolare, dove fu protagonista di numerose pellicole legate alla “sceneggiata” e ai film di genere degli anni ’70, spesso diretto da Alfonso Brescia, sia nel cinema d’autore: Luciano De Crescenzo lo volle in un ruolo iconico (quello del camorrista “filosofo” nel palazzo) in “Così parlò Bellavista” (1984), dimostrando una capacità attoriale che andava oltre il semplice ruolo di cantante.

Una famiglia d’arte

La grandezza di Nunzio Gallo si misura anche dalla continuità del suo talento. Sposato con Bianca Maria Varriale, ha dato vita a una vera dinastia: i figli Gianfranco e Massimiliano Gallo sono oggi tra gli attori più importanti del panorama italiano, portando avanti quel mix di preparazione tecnica e passione popolare imparato dal padre.

Un gentiluomo d’altri tempi

Di Nunzio Gallo si ricorda la “bella presenza” e l’eleganza innata.
In un’epoca in cui la canzone napoletana veniva a volte considerata folklore minore, lui le diede la dignità del grande canto. Ricordarlo oggi significa onorare un artista che ha saputo essere “nazionale” senza mai tradire il suo vicolo.

Fonti

  • Wikipedia.org

  • Emanuelli, M., Nunzio Gallo – Biografia e carriera televisiva.

  • Archivio RAI, Vincitori del Festival di Sanremo 1957.

  • Enciclopedia del Cinema, Ruoli e interpretazioni di Nunzio Gallo.

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