Napoli, 12 giugno 1960. In una città dove l’arte si mescola alla strada, dove il barocco convive col degrado e la creatività sgorga da ogni crepa, nasce Pasquale Corsicato, che presto si firmerà Pappi. Regista, sceneggiatore, autore visivo e provocatore, Corsicato è tra le figure più originali del cinema italiano contemporaneo. La sua è una Napoli che non si accontenta della cartolina o del folklore: è sensuale, pop, inquieta, piena di contraddizioni e di fascino.
Con uno stile che guarda a Pedro Almodóvar ma con un’anima profondamente napoletana, Corsicato ha saputo dare forma a un universo narrativo in cui il kitsch diventa arte, il desiderio si fa linguaggio, e i personaggi sembrano sempre vivere sul filo di una poesia visiva estrema.
Gli inizi: da Napoli a New York, e ritorno
Pasquale cresce tra le pieghe di una Napoli in fermento artistico. Dopo la maturità si trasferisce a New York, dove studia danza e recitazione alla prestigiosa New York University. Lì entra in contatto con un mondo fatto di sperimentazione, linguaggi ibridi, teatro d’avanguardia. Un periodo che lo forma e che lascia tracce profonde nella sua estetica.
Il primo grande incontro avviene proprio negli Stati Uniti, quando collabora come assistente alla regia nel film L’amore molesto (1995) di Mario Martone, tratto dal romanzo di Elena Ferrante. Tornato in Italia, Pappi Corsicato decide di raccontare una Napoli che non si è mai vista al cinema: visionaria, queer, glamour, contaminata dalla cultura pop e dalla trasgressione.
Libera: il debutto che rompe gli schemi
Nel 1993 esce Libera, il suo film d’esordio. Tre episodi al femminile, raccontati con ironia, sensualità e una cura maniacale per l’immagine. Il film colpisce pubblico e critica: Corsicato viene salutato come la rivelazione di un nuovo cinema italiano, capace di rompere gli schemi del neorealismo e proporre uno sguardo fresco, provocatorio, volutamente sopra le righe.
Con una regia debitrice della pubblicità e del videoclip, Libera è un manifesto estetico: colorato, grottesco, sensuale, dove la musica e il corpo diventano protagonisti tanto quanto la trama. È il primo tassello di una filmografia che non farà mai compromessi.
Cinema e identità: Napoli come palcoscenico
Negli anni successivi Corsicato firma film come I buchi neri (1995), Chimera (2001), Il seme della discordia (2008) – quest’ultimo liberamente ispirato alla novella La moglie di Socrate di Heinrich von Kleist – dove affronta il tema della sterilità maschile e della maternità con uno sguardo ironico e surreale. In ogni opera, Napoli è sempre presente, ma mai come semplice sfondo. È un vero e proprio personaggio, reinventato ogni volta con nuove luci, nuovi colori, nuove atmosfere.
Corsicato racconta l’identità sessuale, il desiderio, l’ossessione estetica, ma anche la solitudine e il bisogno d’amore. Il tutto sempre con un linguaggio visivo che sfida il realismo, flirtando con il teatro, la moda, l’arte contemporanea.
Tra arte, documentari e opere visive
Non solo cinema. Corsicato ha firmato numerosi documentari d’arte, tra cui spicca L’arte viva di Julian Schnabel (2017), presentato al Tribeca Film Festival e distribuito in Italia da Nexo Digital, un viaggio nella vita del pittore-regista newyorkese, tra arte, famiglia e genio creativo.
Oggi: la libertà come stile
Pappi Corsicato non ha mai smesso di sperimentare. Il suo cinema non è mai diventato “di moda”, e forse proprio per questo è ancora oggi attuale, vivo, necessario. In un panorama spesso ingessato e autoreferenziale, lui continua a essere una voce fuori dal coro, capace di mettere in discussione identità, linguaggi, estetiche. Negli ultimi anni ha lavorato anche per il teatro e l’opera lirica, senza mai rinunciare alla sua libertà espressiva. Ogni suo progetto è una sfida: all’idea di normalità, al buon gusto imposto, alle forme narrative consuete.
Pappi Corsicato è, e resta, uno dei più autentici eredi di quella Napoli “creativa e sovversiva” che da sempre regala al mondo artisti fuori da ogni schema.
Fonti
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Enciclopedia del Cinema – Treccani, voce: “Corsicato, Pappi”
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Cinecittà News, “Il ritorno di Corsicato, Napoli è sempre la mia musa” – intervista 2020
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La Repubblica, “Pappi Corsicato: Libero, pop, napoletano” – intervista del 12 giugno 2018
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Tribeca Film Festival, scheda di Julian Schnabel. A Private Portrait
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Mymovies.it, biografia e filmografia completa
- Foto: wikipedia.org


