San Francesco Caracciolo

Nascita: 13 ottobre 1563, Villa Santa Maria (Chieti)
Morte: 4 giugno 1608, Agnone (Isernia)
Protettore di: cuochi, cuochi d’Italia, congressi eucaristici, sacerdoti, Chierici Regolari Minori
Proclamazione come compatrono di Napoli: 1° giugno 1843
Si festeggia il: 4 giugno


Racconto della vita

Nato nella nobile famiglia abruzzese dei Caracciolo con il nome di Ascanio, manifestò fin da giovane un animo pio e generoso. A ventidue anni fu colpito da una gravissima forma di dermatite (all’epoca scambiata per lebbra) che lo portò a un passo dalla morte; durante la malattia fece voto solenne di consacrare interamente la propria vita a Dio qualora fosse guarito. Ottenuta una prodigiosa guarigione, mantenne la promessa: rinunciò ai beni di famiglia, si trasferì a Napoli per completare gli studi teologici e venne ordinato sacerdote nel 1587.
Iniziò il suo ministero unendosi alla Compagnia dei Bianchi della Giustizia, dedicandosi al conforto spirituale e materiale dei condannati a morte, dei carcerati e dei malati negli ospedali cittadini. Nel 1588, insieme al venerabile Agostino Adorno e a Fabrizio Caracciolo, fondò l’Ordine dei Chierici Regolari Minori (detti anche “Caracciolini”). Preso il nome di Francesco in onore del Santo d’Assisi, si distinse per una devozione bruciante verso l’Eucaristia — istituendo l’adorazione circolare continua del Santissimo Sacramento — e per una straordinaria umiltà, rifiutando ripetutamente cariche vescovili.
Sotto la sua guida spirituale l’ordine si diffuse in Italia e in Spagna. Consumato dalle penitenze, dai continui viaggi e dall’ardore apostolico, morì il 4 giugno 1608 ad Agnone mentre si trovava in pellegrinaggio verso la Santa Casa di Loreto, esclamando in punto di morte: “Andiamo, andiamo al cielo!”. Le sue spoglie vennero traslate a Napoli e riposano nella Chiesa di Santa Maria di Monteverginella. Nel 1996 è stato ufficialmente proclamato dalla Santa Sede patrono dei cuochi d’Italia, legandosi anche alle origini del suo paese natale, celebre per la sua antica scuola alberghiera.

Perché è patrono di Napoli

Il legame tra San Francesco Caracciolo e la capitale partenopea fu indissolubile: a Napoli nacque la sua vocazione sacerdotale, a Napoli operò tra i più ultimi della società e in questa città fondò l’Ordine dei Chierici Regolari Minori, che lasciò un’impronta profonda nella vita spirituale e assistenziale napoletana. Il popolo di Napoli ne ammirò da subito la profonda devozione eucaristica e l’incessante carità verso i bisognosi. Per celebrare il profondo debito d’amore con questo nobile figlio d’adozione, il 1° giugno 1843 Re Ferdinando II e le autorità cittadine ne decretarono solennemente la proclamazione tra i compatroni della città.

La festa a Napoli

Il 4 giugno la Chiesa napoletana fa memoria di San Francesco Caracciolo. Il centro propulsore delle celebrazioni è la Chiesa di Santa Maria di Monteverginella, dove sono custodite e venerate le sue spoglie mortali. Durante la giornata si svolgono solenni liturgie e momenti di preghiera a cui partecipano fedeli, religiosi dell’ordine dei Caracciolini e numerose associazioni di categoria della ristorazione e dei cuochi giunti per rendere omaggio al loro santo protettore.

Per saperne di più

Clicca qui

Comments
All comments.
Comments
error: Questo contenuto è protetto da Copyright!