Nascita: 16 maggio 1540, Torrehermosa (Spagna)
Morte: 17 maggio 1592, Villarreal (Spagna)
Protettore di: Eucaristia, congressi eucaristici, cuochi, pasticceri, donne in cerca di marito
Proclamazione come compatrono di Napoli: 3 aprile 1845
Si festeggia il: 17 maggio
Racconto della vita
Nato il giorno di Pentecoste (da cui il nome Pasquale) in una famiglia di umili pastori, Pasquale trascorse la giovinezza nei campi, dove imparò da solo a leggere per poter recitare l’Ufficio della Madonna. A vent’anni vestì l’abito dei Frati Minori Alcantarini come fratello laico, rifiutando il sacerdozio per umiltà e dedicandosi ai compiti più semplici dell’immobile conventuale, in particolare al servizio della portineria e della cucina.
La sua esistenza fu interamente centrata sull’amore bruciante per il Santissimo Sacramento: trascorreva ore e ore, anche di notte, in estatica adorazione davanti all’altare. Pur privo di studi teologici formali, la sua profonda sapienza spirituale e la sua affabilità attiravano dotti, nobili e gente comune in cerca di conforto e consigli. La tradizione popolare gli attribuisce anche l’invenzione dello zabaione, bevanda energetica creata per dare sostentamento ai fedeli più deboli e agli ammalati.
Perché è patrono di Napoli
La devozione per San Pasquale sbarcò a Napoli durante il periodo della vicerealtà spagnola, trovando una straordinaria risonanza nella religiosità popolare borbonica. I napoletani lo adottarono fin da subito con un affetto unico e del tutto singolare: oltre a venerarne il profondo fervore eucaristico, le donne nubili della città iniziarono a rivolgersi a lui con celebri filastrocche popolari per chiedere la grazia di trovare un buon marito (“San Pasquale Baylonne, trovame ‘nu buon marito…”). Proclamato compatrono nel 1845, Pasquale incarna l’unione tra l’alta contemplazione mistica e l’affettuosa confidenza del popolo napoletano con i propri santi.
La festa a Napoli
Il 17 maggio la Chiesa e il popolo partenopeo celebrano San Pasquale Baylon con solenni liturgie e adorazioni eucaristiche. I centri principali del culto si trovano nella Basilica di Santa Lucia a Mare e nella Chiesa di San Pasquale a Chiaia, dove la comunità e molte associazioni di categoria di cuochi e pasticceri si riuniscono per rendere omaggio al santo protettore.


