San Severo, 12º Vescovo di Napoli

Nascita: data incerta, Napoli
Morte: ca. 409, Napoli
Protettore di: città di Napoli, sarti, fedeli contro le calamità e la siccità
Proclamazione come patrono di Napoli: V secolo
Si festeggia il: 29 aprile


Racconto della vita

Undicesimo vescovo della Chiesa napoletana tra il IV e il V secolo, Severo guidò la comunità cristiana in una fase delicata di consolidamento e transizione post-costantiniana. Fu amico intimo di Sant’Ambrogio di Milano, con il quale mantenne un intenso epistolario spirituale. A San Severo si deve la costruzione di importanti complessi monumentali, tra cui la prima basilica paleocristiana e le catacombe fuori le mura a lui intitolate nel rione Sanità, oltre al primo battistero d’Occidente (San Giovanni in Fonte). Fu proprio lui, secondo la tradizione, a curare la solenne traslazione delle reliquie di San Gennaro dall’agro maranese alle catacombe di Capodimonte.

Perché è patrono di Napoli

San Severo è venerato come uno dei padri fondatori della Chiesa e dell’identità spirituale di Napoli. La sua figura è legata ad antichi prodigi, come la risurrezione di un defunto per testimoniare l’estinzione di un debito e salvare la famiglia dalla rovina. Il suo ruolo decisivo nel promuovere il culto di San Gennaro e la protezione accordata alla città contro carestie e incursioni barbariche ne fecero fin dal V secolo uno dei guardiani celesti più antichi e amati dal popolo partenopeo.

La festa a Napoli

Il 29 aprile la Chiesa di Napoli celebra la memoria di San Severo con solenni liturgie. Il cuore della devozione risiede nella basilica di San Severo fuori le mura, nel rione Sanità, e all’interno del Duomo di Napoli, dove sono regolarmente esposte le sue reliquie e il busto reliquiario d’argento tra i compatroni della città.

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