Sant’Eufebio (o Efebo), 8º Vescovo di Napoli

Nascita: data incerta, Napoli
Morte: IV secolo, Napoli
Protettore di: città di Napoli, comunità cristiana napoletana
Proclamazione come compatrono di Napoli: 1673
Si festeggia il: 23 maggio


Racconto della vita

Ottavo vescovo della Chiesa napoletana, Sant’Eufebio visse nel delicato periodo di transizione a cavallo tra la fine delle persecuzioni imperiali e la prima affermazione del cristianesimo nella città partenopea. La sua figura si colloca nella prestigiosa cronotassi dei primi pastori di Napoli, succedendo a San Paolino I e precedendo San Fortunato.
Nonostante la scarsità di fonti biografiche dettagliate sul suo episcopato, la storiografia ecclesiastica e le antiche tavole liturgiche lo ricordano come un pastore dalla fede incrollabile e di profonda carità evangelica. Sotto la sua guida spirituale, la comunità cristiana napoletana riuscì a consolidarsi, a riorganizzare la liturgia e l’assistenza ai bisognosi dopo gli anni bui della clandestinità e delle oppressioni romane, ponendo le basi storiche per lo sviluppo della Chiesa locale. Il suo corpo fu originariamente sepolto nella catacomba di San Gennaro a Capodimonte, luogo sacro che custodiva le spoglie dei più grandi testimoni della fede napoletana.

Perché è patrono di Napoli?

Sant’Eufebio incarna le radici stesse della cristianità napoletana. Inserito fin dall’antichità nel calendario liturgico della diocesi, il popolo partenopeo ne ha sempre custodito il ricordo come quello di un solido padre spirituale. Nel 1673 la città di Napoli volle iscriverlo ufficialmente tra i suoi gloriosi compatroni per celebrarne il ruolo fondamentale nella costruzione delle fondamenta religiose della comunità e per invocarne la perenne protezione celeste.

La festa a Napoli

Il 23 maggio la Chiesa napoletana fa memoria di Sant’Eufebio vescovo. La devozione in suo onore si rinnova nel Duomo di Napoli, dove le sue reliquie sono oggi venerate insieme a quelle degli altri antichi pastori della città, e all’interno delle catacombe di San Gennaro, primordiale culla della devozione cristiana cittadina.

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