Santa Irene, Vergine e Martire

Nascita: I secolo (o IV secolo), Magno/Macedonia
Morte: ca. 304, Tessalonica o Magno
Protettore di: donne, malati, perseguitati, protezione dai fulmini, dalle saette e dalle epidemie
Proclamazione come compatrona di Napoli: 1760
Si festeggia il: 5 maggio


Racconto della vita

Nata con il nome di Penelope in una nobile famiglia pagana – figlia del re o governatore Licinio -, la giovane fu racchiusa dal padre in un’alta torre insieme a dodici ancelle per proteggerne la bellezza e sottrarla alle influenze del mondo. Secondo la tradizione agiografica, durante la reclusione Dio le inviò una visione in cui una colomba, unaquila e un corvo le portarono rispettivamente un ramo d’olivo, una corona di fiori e un serpente, simboli della grazia divina, della vittoria del martirio e della tentazione del male.

Istruita nella fede cristiana dal precettore Ampelio e battezzata con il nome di Irene (che in greco significa “pace”), la giovane decise di consacrare interamente la propria verginità a Cristo. Quando il padre cercò di imporle un matrimonio d’interesse, Irene rifiutò con fermezza, provocando laira dei sovrani pagani. Sottoposta a spaventosi supplizi – tra cui l’essere gettata in una fossa piena di serpenti, legata a ruote affilate e sommersa nei fiumi -, la santa uscì miracolosamente illesa da ogni tortura grazie all’intervento degli angeli, convertendo con il suo prodigioso coraggio migliaia di pagani prima di ricevere la corona del martirio tramite decapitazione durante le persecuzioni imperiali.

Perché è patrona di Napoli

Il culto di Santa Irene si diffuse ampiamente nel Mezzogiorno d’Italia fin dal Medioevo, consacrandola come potente protettrice contro i fulmini, i temporali improvvisi, le epidemie e i pericoli del fuoco. La città di Napoli, esposta per la sua conformazione geografica alle violenze delle intemperie e alle calamità naturali, ricorse spesso all’intercessione della gloriosa martire. Nel 1760, raccogliendo il fervore del popolo e del clero partenopeo, il governo cittadino e le autorità ecclesiastiche ne decretarono solennemente l’inclusione nel ristretto e prestigioso collegio dei compatroni di Napoli.

La festa a Napoli

Il 5 maggio la Chiesa e i fedeli napoletani fanno memoria di Santa Irene. La sua immagine e il suo busto reliquiario vengono venerati nel Duomo di Napoli, accanto alle effigi degli altri grandi protettori della città. Durante la giornata vengono celebrate messe in sua memoria per invocarne la protezione sulle famiglie, sui malati e sulla salvaguardia della comunità dalle avversità atmosferiche.

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