Nascita: ca. 344, Egitto
Morte: ca. 421, deserto oltre il Giordano (Palestina)
Protettore di: penitenti, eremiti, convertiti, donne sconsigliate e in cerca di riscatto spirituale
Proclamazione come compatrona di Napoli: 1699
Si festeggia il: 1° aprile
Racconto della vita
Nata in Egitto intorno alla metà del IV secolo, Maria fuggì di casa ad Alessandria d’Egitto a soli dodici anni, abbandonandosi per ben diciassette anni a una vita dissoluta e sfrenata, mossa unicamente dalla ricerca dei piaceri della carne. La svolta della sua esistenza avvenne in occasione di un pellegrinaggio a Gerusalemme per la festa della Esaltazione della Santa Croce: spinta dalla semplice curiosità, tentò di varcare la soglia del Santo Sepolcro insieme ai fedeli, ma una forza invisibile e insuperabile le impedì ripetutamente di entrare.
Compresa la gravità delle sue colpe, Maria cadde in preda al pianto e al pentimento davanti a un’icona della Vergine Maria. Dopo aver promesso di cambiare vita, riuscì finalmente a varcare la soglia e a venerare la Croce. Guidata da una voce interiore, si ritirò oltre il fiume Giordano, addentrandosi nel deserto profondo. Lì visse in totale solitudine per quarantasette anni, cibandosi di sole erbe e tre pani che aveva portato con sé, superando terribili tentazioni grazie all’incessante preghiera.
Negli ultimi anni di vita incontrò il monaco Zosimo, al quale raccontò la sua prodigiosa storia e da cui ricevette la Santissima Eucaristia. Alla sua morte, avvenuta poco tempo dopo, la tradizione narra che fu proprio un leone a scavare la fossa nel terreno arido del deserto per permettere a Zosimo di darle una degna sepoltura.
Perché è patrona di Napoli
La devozione per Santa Maria Egiziaca si diffuse con immensa forza a Napoli fin dal Medioevo, radicandosi profondamente nell’anima della città. La sua iconica figura di grande peccatrice trasformata dalla grazia in una tra le più luminose eremite della cristianità divenne simbolo universale di speranza, conversione e riscatto morale. Il popolo e le istituzioni ecclesiastiche partenopee la eressero a protettrice delle case di accoglienza per giovani donne in difficoltà e, nel 1699, il Senato cittadino la proclamò solennemente compatrona di Napoli.
La festa a Napoli
Il 1º aprile la Chiesa napoletana fa memoria di Santa Maria Egiziaca. I luoghi nevralgici del culto cittadino sono le due splendide e storiche chiese a lei intitolate: Santa Maria Egiziaca a Forcella e Santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone. Durante la giornata vengono celebrate messe solenni per invocare la sua protezione sui cammini di conversione, sui bisognosi e sull’intera comunità cittadina.


