Municipalità 1 – Quartiere S. Ferdinando
Cap: 80132
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
La piazza fu progettata all’inizio del XIX secolo durante il regno di Gioacchino Murat, con l’intento di creare uno spazio pubblico imponente adatto alle parate; il progetto fu realizzato dall’architetto Leopoldo Laperuta, che concepì una vasta esplanade circondata da edifici monumentali.
La Basilica di San Francesco di Paola, con il suo colonnato ispirato a quello di San Pietro a Roma, fu costruita per volontà di Ferdinando I delle Due Sicilie dopo la cacciata di Murat dalla città. La chiesa, inaugurata nel 1846, è uno degli esempi più significativi di architettura neoclassica italiana.
Il nome attuale della piazza deriva dal plebiscito del 21 ottobre 1860, che sancì l’annessione del Regno delle Due Sicilie al nascente Regno d’Italia sotto il re Vittorio Emanuele II: questo evento storico conferì alla piazza un significato simbolico profondo, legandola indissolubilmente all’unità nazionale.
Oggi, Piazza del Plebiscito è il palcoscenico di eventi di rilevanza nazionale e internazionale. Dai concerti di artisti come Bruce Springsteen e Pino Daniele, alle cerimonie ufficiali, la piazza ospita manifestazioni che celebrano la cultura e la storia di Napoli. Inoltre, durante il periodo natalizio, è tradizione installare opere d’arte contemporanea al centro della piazza, attirando l’attenzione di residenti e turisti.
Piazza del Plebiscito è anche famosa per la sua acustica unica: molti napoletani sostengono che, se si sussurra da un angolo della piazza, la voce possa essere udita chiaramente dall’altro lato, creando un effetto sonoro sorprendente. Questa caratteristica la rende ancora più affascinante e misteriosa.
Altre informazioni di interesse
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Siti e monumenti di interesse
Chiese
Basilica di San Francesco di Paola (di fronte al Palazzo Reale)
La chiesa di San Francesco di Paola si erge maestosa in Piazza del Plebiscito, cuore pulsante di Napoli, come un elegante omaggio al neoclassicismo italiano. Costruita tra il 1816 e il 1846 su volere del re Ferdinando I di Borbone, la chiesa celebra la devozione al santo omonimo, protettore della famiglia reale. La facciata, caratterizzata da un grande pronao con colonne corinzie, ricorda i templi classici romani, mentre la cupola centrale domina la piazza conferendo equilibrio e monumentalità all’insieme.
All’interno, la navata centrale e le cappelle laterali ospitano opere pittoriche e scultoree dedicate a santi e miracoli di Francesco di Paola, con un gioco sapiente di luci che esalta la purezza dei marmi e la raffinatezza degli stucchi. L’armonia architettonica e la proporzione delle linee rendono la chiesa un esempio perfetto del neoclassicismo napoletano, in dialogo con il vicino Palazzo Reale.
Oltre a luogo di culto, San Francesco di Paola rappresenta un simbolo identitario della città: ogni angolo parla della storia napoletana tra devozione, arte e potere, mentre la sua presenza scenografica contribuisce a definire il carattere monumentale di Piazza del Plebiscito, rendendola una delle piazze più iconiche d’Italia.
Palazzi
Palazzo Reale
Il Palazzo Reale di Napoli è uno dei simboli più significativi della storia e dell’architettura della città. Costruito tra il 1600 e il 1858, il palazzo ha ospitato diverse dinastie, tra cui i viceré spagnoli, gli austriaci, i Borbone e, dopo l’Unità d’Italia, i Savoia.
Il progetto iniziale fu affidato all’architetto svizzero Domenico Fontana, che concepì una residenza in stile tardo rinascimentale con una facciata caratterizzata da colonne e ornamenti classici. Nel 1734, con l’arrivo dei Borbone, il palazzo subì ampliamenti significativi, tra cui la creazione dell’Appartamento del Maggiordomo Maggiore e l’Appartamento per i Reali Principi.
Durante il regno di Ferdinando II, l’architetto Gaetano Genovese progettò una ristrutturazione in stile neoclassico, che conferì al palazzo l’aspetto che conserva oggi.
L’Appartamento Reale, situato al piano nobile, era utilizzato come luogo di rappresentanza dai viceré spagnoli e austriaci e successivamente dai Borbone e dai Savoia. Le stanze, decorate con affreschi, arazzi e mobili pregiati, riflettono le diverse epoche e stili delle dinastie che vi hanno abitato. Tra le opere presenti, spiccano dipinti di scuola caravaggesca e ritratti olandesi.
La Cappella Palatina, consacrata nel 1644, è un esempio di architettura barocca. Utilizzata per le celebrazioni religiose della corte, la cappella è decorata con stucchi e pitture di artisti dell’Accademia di Napoli. Al suo interno è ospitato il Presepe del Banco di Napoli, composto da oltre trecento pezzi risalenti al XVIII e XIX secolo.
Dal 1919, il Palazzo Reale è stato trasformato in museo e sede della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III. Oggi, il palazzo è una delle principali attrazioni turistiche di Napoli, offrendo ai visitatori un affascinante viaggio nella storia e nell’arte della città.
Palazzo della Prefettura di Napoli
Il Palazzo della Prefettura di Napoli è un imponente edificio neoclassico che testimonia la storia e l’evoluzione urbanistica della città.
Costruito nel 1815 su commissione di Ferdinando I di Borbone, il palazzo fu progettato dall’architetto Leopoldo Laperuta. Sorse sull’area precedentemente occupata dal convento di Santo Spirito, fondato nel 1326 e soppresso nel 1806. La sua destinazione iniziale era quella di ospitare i visitatori della corte borbonica, da cui il nome “Palazzo della Foresteria”. Nel 1890, l’architetto Antonio Curri ristrutturò il piano terra, trasformandolo nel celebre Caffè Gambrinus, frequentato da intellettuali e artisti dell’epoca.
La facciata principale del palazzo presenta due registri: un basamento con bugne listellate e un piano superiore caratterizzato da un ordine gigante, con finestre sormontate da timpani.
Il portale in piperno è fiancheggiato da coppie di semicolonne tuscaniche che sorreggono una trabeazione. Sul retro, un altro portale prospetta su via Chiaia, meno monumentale ma di notevoli dimensioni. L’interno è arricchito da un piccolo cortile e da ambienti decorati che riflettono lo stile neoclassico dell’epoca.
Oggi, il palazzo ospita la Prefettura di Napoli, continuando a svolgere un ruolo istituzionale di rilievo nella città. La sua posizione strategica, di fronte al Palazzo Reale, e la sua architettura elegante lo rendono uno dei punti di riferimento più significativi di Napoli.
Palazzo del Maggiordomo

Il Palazzo del Maggiordomo a Napoli è un elegante edificio storico situato sul lato orientale di Piazza del Plebiscito, a ridosso del maestoso Palazzo Reale. Costruito nel XVIII secolo, il palazzo serviva come residenza ufficiale del maggiordomo di corte, figura di alto rango che gestiva la casa reale e coordinava il personale di servizio del re.
La facciata, sobria ma armoniosa, è caratterizzata da linee simmetriche e finestre ad arco alternate a balconi in ferro battuto, che ne sottolineano la raffinatezza senza eccessi decorativi. Il piano nobile è riconoscibile per le finestre più grandi e l’eleganza dei dettagli, mentre il portale d’ingresso conserva ancora l’impronta maestosa dell’architettura settecentesca napoletana.
L’edificio dialoga armoniosamente con la piazza e con il vicino Palazzo Reale, contribuendo all’unità scenografica dello spazio urbano. Sebbene oggi non sia sempre accessibile al pubblico, il Palazzo del Maggiordomo rimane un simbolo della Napoli borbonica, testimone del ruolo della corte nella vita politica e culturale della città, e rappresenta un tassello importante della storia architettonica e sociale di Piazza del Plebiscito.
Link utili
Come raggiungere piazza del Plebiscito
Fonti
- Le Strade di Napoli – Gino Doria
- Le strade di Napoli – Romualdo Marrone
- Wikipedia.org


