Municipalità 2 – Quartiere S. Giuseppe
Cap: 80133
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
La piazza, posta tra via Cesare Battisti e via Armando Diaz, è intitolata a Giacomo Matteotti (Fratta Polesine, 22 maggio 1885 – Roma, 10 giugno 1924) è stato uno dei più coraggiosi oppositori del fascismo e un martire della democrazia italiana. Segretario del Partito Socialista Unitario, rappresentò la coscienza critica del Parlamento in un momento di estrema fragilità per le istituzioni liberali.
Il suo nome è indissolubilmente legato al celebre discorso pronunciato alla Camera il 30 maggio 1924. In quell’occasione, Matteotti denunciò con estrema lucidità le violenze, le illegalità e i brogli elettorali commessi dai fascisti durante le elezioni di aprile. Consapevole del pericolo, terminò il suo intervento dicendo ai colleghi: “Io il mio discorso l’ho fatto. Ora voi preparate il mio elogio funebre”.
Pochi giorni dopo, il 10 giugno 1924, fu rapito a Roma da una squadraccia fascista e brutalmente ucciso. Il suo corpo venne ritrovato solo due mesi più tardi. L’evento scatenò la “crisi Matteotti”, che portò alla secessione dell’Aventino, ma non bastò a rovesciare il governo. Al contrario, con il discorso del 3 gennaio 1925, Mussolini si assunse la responsabilità politica del delitto, dando inizio alla dittatura a viso aperto.
Oggi Matteotti è ricordato come un simbolo di integrità morale e di strenua difesa della libertà contro la sopraffazione.
Altre informazioni di interesse
La piazza è uno dei principali spazi monumentali di Napoli, simbolo della trasformazione urbana avvenuta tra il 1931 e il 1941: nata dallo sventramento del rione San Giuseppe-Carità (il “territorio di Santa Marta”), l’area fu bonificata per creare una moderna city amministrativa.
Originariamente dedicata alla Regia Posta e poi al Duca d’Aosta, nel 1944 fu intitolata a Giacomo Matteotti come segno di rottura con il passato regime.
La piazza è un eccezionale esempio di architettura razionalista, circondata da edifici imponenti, quali il Palazzo delle Poste (di Vaccaro e Franzi), capolavoro funzionalista; il Palazzo Matteotti (ex Provincia); la Questura, la Casa del Mutilato e il Palazzo Troise.
Teatro di tragici eventi storici, come l’attentato dinamitardo tedesco del 1943 immortalato da Robert Capa, la piazza ha mantenuto nel tempo una forte valenza civile: è storicamente sede dei comizi sindacali del 1º maggio.
Oggi funge da snodo cruciale tra via Toledo e la zona portuale, testimoniando l’equilibrio tra la monumentalità del Ventennio e il valore simbolico della libertà riconquistata.
Siti e monumenti di interesse
Palazzi
Palazzo delle Poste
Il Palazzo delle Poste di Napoli è un capolavoro dell’architettura razionalista costruito tra il 1933 e il 1936 su progetto di Giuseppe Vaccaro e Gino Franzi. Sorto sulle ceneri dell’antico rione San Giuseppe-Carità, l’edificio incarna la sintesi perfetta tra funzionalità moderna e monumentalità di regime.
La facciata, caratterizzata da un rigoroso rivestimento in diorite di Baveno e marmo della Valle Strona, si distingue per i volumi netti e le ampie vetrate che illuminano i saloni interni a doppia altezza. All’interno, l’uso di materiali innovativi come il vetrolux e il linoleum si sposa con il prestigio del marmo rosso e dei dettagli in nichel.
Nonostante le profonde ferite inferte dall’esplosione tedesca del 7 ottobre 1943, che causò decine di vittime, il palazzo ha conservato la sua integrità strutturale. Oggi, oltre a essere sede direzionale di Poste Italiane per il Sud Italia, ospita la prestigiosa Emeroteca Tucci, custode di una sterminata memoria giornalistica. Più che un ufficio pubblico, il Palazzo è un monumento vivo che narra la metamorfosi urbana e la resilienza storica di Napoli.
Casa del Mutilato
Situata sul lato opposto al Palazzo delle Poste, la Casa del Mutilato è un altro pilastro dell’architettura razionalista di Piazza Matteotti. Costruita tra il 1938 e il 1940, fu progettata dall’architetto Camillo Guerra per ospitare l’Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra.
L’edificio si distingue per il suo aspetto austero e solido, caratterizzato da un rivestimento in lastre di travertino che enfatizza il rigore monumentale tipico del Ventennio. L’ingresso principale, posto sull’angolo tra via Diaz e via Guantai Nuovi, è monumentale e scenografico, decorato con sculture e simboli che richiamano il sacrificio bellico e il valore militare.
All’interno, il palazzo custodisce ambienti di grande pregio artistico, come il Salone d’Onore, arricchito da affreschi e decorazioni celebrative. Uno degli elementi più significativi è la fusione tra architettura e arte plastica, con bassorilievi che narrano le vicende dei combattenti. Nonostante i danni subiti durante la Seconda Guerra Mondiale, il palazzo conserva intatto il suo valore storico-artistico, rappresentando oggi una delle testimonianze più integre del rinnovamento urbano di Napoli negli anni Trenta.
Palazzo Matteotti (già Palazzo della Provincia)
Situato tra il Palazzo delle Poste e Palazzo Troise, Palazzo Matteotti (già Palazzo della Provincia) rappresenta una delle quinte monumentali più imponenti della piazza. Costruito tra il 1934 e il 1936, fu progettato dagli architetti Marcello Canino e Ferdinando Chiaromonte, figure chiave del rinnovamento urbanistico napoletano.
L’edificio è un perfetto esempio di monumentalismo razionalista: la facciata è interamente rivestita in marmo bianco e travertino, con un basamento in pietra scura che ne accentua la solidità. La struttura si distingue per il ritmo serrato delle finestre e per l’ingresso monumentale, che originariamente doveva esaltare il potere dell’istituzione provinciale durante il regime.
All’interno, il palazzo ospita ambienti di alta rappresentanza, con pavimenti marmorei e decorazioni che riflettono il gusto dell’epoca. Nonostante il cambio di nome in onore di Giacomo Matteotti nel dopoguerra, l’edificio ha mantenuto la sua funzione istituzionale, ospitando oggi gli uffici della Città Metropolitana di Napoli. Insieme agli edifici circostanti, contribuisce a definire quel “fronte di giganti” che rende Piazza Matteotti un unicum architettonico, sospeso tra rigore geometrico e celebrazione dello Stato.
Palazzo Troise
Il Palazzo Troise, costruito tra il 1934 e il 1936, rappresenta l’unico edificio di natura privata nel complesso monumentale di Piazza Matteotti. Progettato dall’architetto e imprenditore milanese Alessandro Carnelli — che fu anche il coordinatore dell’intero sventramento del rione Carità — il palazzo funge da cerniera tra la nuova city razionalista e il tessuto urbano preesistente verso Piazza Carità.
L’architettura segue rigorosamente i dettami del razionalismo italiano: la facciata è sobria, caratterizzata da linee pulite e volumi geometrici netti, con un rivestimento in pietra che richiama la monumentalità degli edifici istituzionali adiacenti (Poste e Provincia). La sua funzione originaria e attuale è prevalentemente commerciale e residenziale, ma il suo inserimento fu studiato per garantire l’omogeneità estetica della piazza, evitando che un edificio privato rompesse il rigore solenne dell’area.
Curiosamente, Carnelli dovette mediare tra le esigenze di sfruttamento del suolo e i rigidi vincoli estetici imposti dal Piano Regolatore del tempo. Oggi il Palazzo Troise è celebre anche per ospitare lo storico Caffè Troise, punto di riferimento della piazza, contribuendo a mantenere vivo il carattere urbano di uno snodo che, per decenni, è stato il cuore pulsante della burocrazia e della finanza partenopea.
Palazzo della Questura
Il Palazzo della Questura di Napoli rappresenta uno degli esempi più imponenti di architettura monumentale realizzati a Napoli durante il ventennio fascista. Situato in via Medina, l’edificio sorge nel cuore di quello che era l’antico Rione Carità, un quartiere medievale quasi interamente sventrato negli anni Trenta per fare spazio a un nuovo centro direzionale che celebrasse la modernità e la potenza dello Stato. La sua costruzione, avvenuta tra il 1935 e il 1940, portò alla demolizione di strutture storiche preesistenti, tra cui la cinquecentesca chiesa di San Giuseppe Maggiore.
Dal punto di vista architettonico, il palazzo incarna lo stile del razionalismo monumentale tipico dell’epoca, caratterizzato da linee rigide, volumi squadrati e un ampio utilizzo di marmi chiari e pietre scure che conferiscono alla struttura un’aura di severa autorità. Sulla facciata è ancora ben visibile la scritta “Questura” in caratteri lapidari latini, mentre i simboli del regime sono stati rimossi o modificati dopo la nascita della Repubblica Italiana.
Oltre al suo valore estetico e urbanistico, l’edificio è tristemente noto per i fatti di via Medina del giugno 1946. In quei giorni, a seguito del referendum che sancì la fine della monarchia, la zona antistante la Questura divenne teatro di violenti scontri tra i sostenitori dei Savoia e le forze dell’ordine. Questi disordini culminarono in una tragica sparatoria che causò diverse vittime, segnando uno dei momenti più tesi e drammatici della transizione democratica del nostro Paese.
Link utili
Come raggiungere Piazza Giacomo Matteotti
Fonti
- Le strade di Napoli – Gino Doria
- Le strade di Napoli – Romualdo Marrone
- Wikipedia.org
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