Municipalità 1 – Quartiere Chiaia
Cap: 80121 – 80122
Dove si trova
Informazioni sul toponimo

Francesco Crispi
La strada ricorda Francesco Crispi (1818-1901) che fu uno dei più importanti statisti italiani, protagonista del Risorgimento. Nato in Sicilia, si unì alla causa dell’indipendenza italiana, collaborando con Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi. Partecipò attivamente alla spedizione dei Mille nel 1860, contribuendo all’annessione del Regno delle Due Sicilie. Nel 1887 divenne presidente del Consiglio, promuovendo riforme sociali ed economiche, ma la sua politica autoritaria e centralista, unita alla fallimentare campagna etiope, culminò nella sconfitta di Adua, portando alla sua caduta nel 1896. Crispi morì nella sua villa, oggi sede del Consolato inglese.
La villa passò successivamente ai Marchesi Aiossa. La sua vita fu anche legata alla figlia Giuseppina, che sposò Francesco Bonanno, principe di Linguaglossa.
Tra le altre storie locali si ricordano il villino Colonna di Stigliano, il Palazzo Nobile, sede della compagnia degli “Illustri” fondata da Mario Venditti che annoverava tra i suoi soci figure come Salvatore Di Giacomo, Matilde Serao e Gabriele D’Annunzio. Sulla strada insiste anche la Villa Lauro, per lungo tempo dimora di Achille Lauro.
Relativamente alla strada, originariamente era conosciuta come via Principe Amedeo, poi rinominata nel 1901 in onore dello statista Francesco Crispi.
Il rione circostante, noto come Rione Amedeo, si sviluppò nel XIX secolo come zona residenziale per l’aristocrazia napoletana, grazie anche all’apertura della Funicolare di Chiaia che collegava il quartiere al Vomero
Altre informazioni di interesse

Foto: www.chieracostui.com
Al numero civico 101 vi è una targa che ricorda Marcello Casale de Bustis (Napoli 1906 – Dennevà (Etiopia) 1936.
Comandante di una compagnia indigeni isolata, attaccato dalle forze nemiche superiori cinque volte per numero, si difese strenuamente per due giorni contrattaccando l’avversario e causandogli gravi perdite.
Gravemente ferito continuò la battaglia fino alla morte. Al tenente Casale De Bustis è dedicata una strada nel quartiere Arenella.
Siti e monumenti di interesse
Palazzi
Palazzo Balsorano
Il Palazzo Balsorano è uno dei più antichi e significativi edifici storici di Napoli, situato all’angolo con Piazza Amedeo.
Le sue origini risalgono al XVI secolo, quando fu costruito come villa residenziale da Giambattista Manso, marchese di Villalago e mecenate del poeta Torquato Tasso; quest’ultimo soggiornò nella villa, come testimoniato da una lapide commemorativa posta sulla facciata dell’edificio.
Nel corso dei secoli, il palazzo passò di proprietà alla famiglia Lefevbre, di origine francese, che lo nobilitò con il titolo di conte di Balsorano. Successivamente, divenne sede dell’Istituto del Sacro Cuore, per poi essere trasformato in un condominio di lusso.
Per ulteriori informazioni vedi Piazza Amedeo.
Palazzo Nobile
Il Palazzo Nobile è un edificio storico situato al civico 51 d; originariamente costruito all’inizio del XVII secolo come residenza suburbana della famiglia Orsini, l’edificio fu successivamente donato nel 1647 ai religiosi di Santa Maria in Portico, che lo adibirono a noviziato.
Nel XIX secolo, l’edificio subì una trasformazione significativa: nel 1876 fu ristrutturato dall’architetto Errico Folinea e destinato a albergo, prima sotto la gestione di Giovanni Nobile e poi sotto quella dell’imprenditore svizzero Alfred Hauser.
Nel corso del XX secolo, il palazzo ha subito ulteriori trasformazioni, ospitando la Compagnia degli Illusi, un circolo culturale fondato nel 1919 con Benedetto Croce come presidente onorario, e due sale cinematografiche: il “Cinema Amedeo” e l'”Ambasciatori” .
Il palazzo presenta uno stile neorinascimentale e si sviluppa su cinque piani. La pianta dell’edificio è irregolare, con un prospetto principale su via Francesco Crispi e una cortina edilizia sul retro, visibile da via Martucci. L’ingresso principale è caratterizzato da un imponente portale con colonne ioniche e una trabeazione a triglifi, sormontato da una balconata del piano nobile. Internamente, l’edificio ospita due ampi cortili alberati: uno di forma quadrata e l’altro a forma di “C” .
Palazzo dei Telefoni
Il Palazzo dei Telefoni è un edificio storico progettato dall’ingegnere Camillo Guerra, realizzato tra il 1920 e il 1922 come sede della centrale telefonica cittadina.
Questo palazzo fa parte di una trilogia di edifici simili progettati da Guerra in quegli anni: gli altri due si trovano in piazza Nolana e in via Agostino Depretis.
L’edificio presenta uno stile eclettico con influenze baroccheggianti, tipico dell’architettura degli anni Venti. Si sviluppa su quattro livelli: seminterrato, piano terra, primo e secondo piano. La pianta è rettangolare e presenta un muro di spina che separa in due zone non simmetriche.
La facciata principale è caratterizzata da tre portali separati da colonne di ordine tuscanico in pietra lavica. Due di questi ingressi erano destinati al pubblico, mentre il terzo era riservato ai dipendenti. Al primo e secondo piano si trovavano gli autocommutatori, mentre il seminterrato era utilizzato come deposito.
Palazzo dell’Istituto Grenoble
Il Palazzo dell’Istituto Grenoble, noto semplicemente come Le Grenoble, è uno degli edifici storici più significativi di Napoli, situato al civico 86; costruito nel 1884 dall’architetto anglo-napoletano Lamont Young, l’edificio fu originariamente destinato a ospitare l’istituto scolastico femminile della Mac Kean Bentik.
Nel 1933, il palazzo fu acquistato dall’Università di Grenoble per un milione di lire e divenne sede dell’Institut français de Naples, l’istituto culturale ufficiale della Francia in città . Oggi, l’edificio ospita anche il Consolato Generale di Francia, la Scuola Francese Alexandre Dumas, la Mediateca André Malraux e il Centro di ricerche archeologiche Jean Bérard.
Il palazzo presenta uno stile neo-rinascimentale, con una facciata principale a due piani e tre piani sui lati. La struttura è realizzata interamente in pietra di tufo giallo napoletano, con un basamento bugnato che sostiene pareti lisce decorate con medaglioni raffiguranti busti di personalità della cultura francese. All’interno, l’edificio conserva un ampio scalone principale che conduce al piano nobile, dove si trova un piccolo teatro, una mediateca e un giardino utilizzato per eventi culturali e ricevimenti
Villa Lina
Villa Lina, oggi conosciuta come Casa Francesco Crispi, è un edificio storico situato al civico 122; costruita nel 1883 su progetto dell’architetto Du Fresnay, la villa fu commissionata dal Crispi in onore della moglie Lina.
L’edificio fu successivamente acquistato dal governo italiano e destinato a residenza privata dello stesso Crispi, che vi soggiornò fino alla sua morte nel 1901.
La villa presenta uno stile neorinascimentale, con una facciata caratterizzata da un piano terra a bugnato e un piano nobile dotato di sette balconate sorrette da mensoloni a testa di leone. Un imponente scalone a rampe incrociate collega il piano nobile al terrazzo superiore, offrendo una vista panoramica sulla città.
Attualmente, Villa Lina ospita diverse istituzioni culturali e istituzionali, tra cui il Centro Studi Internazionali e la Fondazione Francesco Crispi, che promuovono attività culturali, conferenze e studi storici legati alla figura di Francesco Crispi.
Palazzo De Blasio
Il Palazzo de Blasio è un edificio storico situato al civico 51; costruito nel XIX secolo, l’edificio presenta uno stile architettonico che riflette le tendenze dell’epoca, con una facciata elegante e dettagli decorativi tipici del periodo.
Il palazzo si sviluppa su più piani e presenta una facciata caratterizzata da elementi decorativi che richiamano lo stile neoclassico. L’ingresso principale è adornato da colonne e cornici in pietra, mentre le finestre sono sormontate da architravi e balconi in ferro battuto; l‘interno dell’edificio conserva ambienti ampi e luminosi, con soffitti decorati e pavimenti in marmo pregiato.
Link utili
Come raggiungere via Francesco Crispi
Fonti
Le strade di Napoli – Gino Doria
Le strade di Napoli – Romualdo Marrone
wikipedia.org
palazzidinapoli.it
storiacity.it
fondoambiente.it
institutfrancais.it
https://www.monumentinazionali.it/regioni/campania/villa_lina_casa_francesco_crispi_napoli.htm


