Liliana Gerace, la “seconda donna” che ha fatto grande il cinema italiano

Nata a Napoli il 9 agosto 1921, Liliana Gerace fu una delle attrici caratteriste più solide e rispettate del cinema italiano del secondo dopoguerra; il grande pubblico forse non ne ricorda il nome, ma certamente il volto: quello di una madre rigida o afflitta, di una figura austera e intensa, capace di lasciare il segno in pochi minuti di scena.

Il cinema delle passioni e dei tormenti

Debuttò nel 1951 con Persiane chiuse di Luigi Comencini, uno dei nomi chiave del neorealismo. Ma fu sotto la direzione di Raffaello Matarazzo, regista delle grandi melodrammatiche popolari, che la Gerace si ritagliò ruoli memorabili: Chi è senza peccato… (1952), Torna! (1954), La schiava del peccato (1954), La risaia (1956). In questi film interpreta madri, zie, donne di paese: personaggi a margine, ma essenziali, con cui il pubblico si identificava profondamente (fonte: cinematografo.it).

Dal neorealismo al dramma borghese

Dopo aver lavorato anche con Pietro Germi (Gelosia, 1953) e Francesco Maselli (La donna del giorno, 1957), Gerace raggiunse forse il suo apice artistico con I pugni in tasca di Marco Bellocchio (1965), dove interpreta la madre cieca e rassegnata in una famiglia borghese disfunzionale. Il film, opera prima del regista, è oggi considerato uno dei capolavori del cinema italiano, e Liliana Gerace contribuì in modo decisivo a creare quell’atmosfera soffocante e tragica che ancora oggi scuote lo spettatore.

Un’ultima apparizione

Dopo alcuni ruoli minori negli anni ’70 e ’80 — da Fontamara di Carlo Lizzani a Adamo ed Eva (1983) — chiuse la carriera nel 1993 con il film Niente stasera di Ennio De Dominicis; apparve anche in televisione, in due sceneggiati diretti da Alessandro Cane dedicati a Federico García Lorca e Dostoevskij, confermando la sua versatilità anche in ruoli storici e letterari.

L’arte della presenza silenziosa

Liliana Gerace non fu una diva, né cercò la ribalta, fu piuttosto una presenza, una voce, una figura che arricchiva ogni pellicola con dignità e misura. Il suo stile sobrio, la capacità di recitare anche con il silenzio, l’anno resa un esempio della “seconda donna” che spesso tiene in piedi l’intero impianto drammatico del film.
È morta a Sacrofano, vicino Roma, il 15 marzo 2010: di lei restano decine di film, alcuni diventati capolavori, e il ricordo discreto di un talento che scelse sempre l’essenziale.

Fonti

Treccani.it
Wikipedia.org
IMDb – Liliana Gerace

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