Maurizio Barendson: l’illuminista del giornalismo sportivo

Nato a Napoli il 9 novembre 1923 in una famiglia di orafi di origine olandese, Maurizio Barendson cresce in un ambiente intellettuale che lo segnerà profondamente; frequenta il Liceo Umberto I negli anni Trenta, condividendo i banchi con futuri protagonisti della cultura e della politica italiana come Francesco Rosi, Giuseppe Patroni Griffi, Achille Millo, Raffaele La Capria e Giorgio Napolitano.
Questa formazione lo rende un uomo di cultura, capace di coniugare l’amore per il calcio con una visione più ampia e raffinata dello sport.

Nel dopoguerra, Barendson inizia la sua carriera giornalistica collaborando con i quotidiani Il Tempo e Il Giornale d’Italia; nel 1949 si dedica alla cronaca sportiva, ma è negli anni Cinquanta che entra in Rai, dove realizza, insieme ad Antonio Ghirelli, il documentario Azzurro come Italia nel 1956.
Successivamente, è autore di Sprint, il primo rotocalco sportivo televisivo italiano, che mescolava cronaca sportiva e cultura contemporanea.

La sua notorietà cresce esponenzialmente con la creazione, insieme a Paolo Valenti, di 90º minuto nel 1970, una trasmissione domenicale che proponeva le azioni principali delle partite di Serie A appena concluse, diventando un punto di riferimento per gli appassionati di calcio.
Nel 1973, ideò un’altra storica trasmissione sportiva, Dribbling, e successivamente, con la Riforma della RAI del 1975, divenne capo della redazione sportiva del Tg2, dove ideò e condusse L’altra domenica, programma innovativo che univa sport, spettacolo e musica, con Renzo Arbore come mattatore.

Barendson fu anche oggetto delle celebri imitazioni del comico Alighiero Noschese, un segno della sua grande popolarità.

Morì il 24 gennaio 1978 in una clinica romana, dove alcuni giorni prima si era sottoposto ad un intervento chirurgico; lo scrittore Giovanni Arpino lo ricordò come una persona di grande umanità, ironia e leggerezza, qualità che definivano sia il suo stile di vita sia il suo approccio professionale.

A Roma si trova viale Maurizio Barendson, strada di accesso al centro Rai di Saxa Rubra.

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