Municipalità 2 – Quartieri S. Giuseppe e Porto
Cap: 80134
Dove si trova
Informazioni sul toponimo
La piazza e relativa via prendono il nome da una statua fatta erigere dai mercanti egiziani che nella Napoli greco-romana popolavano questa parte della città; la parte di piazza in cui sorge la statua viene definita Largo Corpo di Napoli.
Come detto, al centro della piazza vi è una statua definita popolarmente con il nome di ‘o cuorpo ‘e Napule (il corpo di Napoli), appellativo dato dal fatto che la statua risultò per molto tempo decapitata.
Si tratta di una statua eretta dai mercanti egiziani provenienti per lo più da Alessandria e che simboleggia il fiume Nilo, una divinità fluviale, che viene rappresentata da un vecchio disteso sull’acqua che regge una cornucopia (simbolo della fortuna), mentre è attorniato da una serie di puttini e da una sfinge (ora non più presente).
L’opera, risalente al secondo secolo d.C. come detto è rimasta per molto tempo decapitata, fino al 1657, quando fu posta sulla stessa una nuova testa di artista ignoto.
Vedi anche Largo Corpo di Napoli
Siti e monumenti di interesse
Palazzi
Palazzo Pignatelli di Toritto
Il Palazzo Pignatelli di Toritto si trova a Napoli, in piazzetta Nilo, e fu voluto da Cesare Pignatelli, barone di Orta e di Toritto. La sua costruzione risale al 1499, in stile rinascimentale, sebbene oggi resti visibile solo una parte di quel primo impianto. Nel 1736, il palazzo subì un significativo restauro in stile barocco, in seguito ai lavori di rifacimento della vicina cappella di Santa Maria Assunta dei Pignatelli. Questo intervento modificò le linee rinascimentali originali, dando al palazzo l’aspetto che possiamo ammirare oggi.
Nel corso dei lavori, sono stati rinvenuti resti che potrebbero appartenere al sedile di Nilo, un antico corpo di giustizia napoletano. Alcune decorazioni originali sopravvivono ancora, tra cui gli stemmi dei Pignatelli lungo la facciata e un pittorico stemma di famiglia che decora il soffitto dell’androne. Questi dettagli, insieme alle trasformazioni barocche, rendono il palazzo un interessante esempio di come la storia e l’architettura si fondano a Napoli, testimoniando il passaggio da un’epoca rinascimentale a una barocca.
Palazzo De Sangro di Vietri
Il palazzo è uno splendido esempio di architettura monumentale napoletana, costruito nel 1506 per volere di Giovanni De Sangro, duca di Vietri, e sua moglie Andreanna Dentice.
Originariamente occupava tutto l’angolo tra il Palazzo di Sangro e la proprietà Pignatelli, ma nel 1740 venne suddiviso: la parte affacciata su piazza San Domenico Maggiore passò al duca di Corigliano, mentre i fratelli Nicola, Placido e Domenico De Sangro, principi di Fondi e signori di San Lucido, conservarono la porzione su piazzetta Nilo.
Il palazzo fu rinnovato nel 1764 secondo il progetto dell’architetto napoletano Luca Vecchione.
La facciata si distingue per la sua imponenza e lunghezza, con un portale in piperno decorato da bugne che incorniciano un arco misto. Le finestre presentano timpani alterni che aggiungono un tocco dinamico all’estetica dell’edificio.
All’interno, l’atrio ospita lo stemma affrescato dei duchi di Vietri, mentre il cortile è arricchito da una suggestiva fontana e una cappella privata.
Al primo piano nobile, diverse sale conservano affreschi e decorazioni risalenti a epoche differenti, testimoniando la lunga e ricca storia del palazzo.
Chiese
Chiesa di Santa Maria Assunta dei Pignatelli
La Chiesa di Santa Maria Assunta dei Pignatelli è un luogo di culto cattolico situato a Napoli, in largo Corpo di Napoli, alla fine di via Nilo. Edificata nel XIV secolo dalla famiglia Pignatelli di Toritto come cappella privata annessa al loro palazzo, la chiesa subì importanti ristrutturazioni nel 1477 e nel 1736.
L’interno della chiesa fu decorato nel XVIII secolo dal pittore Fedele Fischetti, che realizzò numerosi affreschi, tra cui l’Assunta sull’altare maggiore. A sinistra dell’altare si trova il sepolcro rinascimentale di Carlo Pignatelli, di scuola malvitesca. Nella cappellina opposta, risalente al XVI secolo, si può ammirare un paramento marmoreo con rilievi e una volta emisferica. Sull’altare della cappellina è esposta una scultura di Bartolomé Ordóñez, proveniente in passato dal Museo di Capodimonte.
Dopo oltre cinquant’anni di chiusura, la cappella è stata riaperta al pubblico nel giugno 2018 grazie ai restauri condotti dagli studenti del corso di studi in Scienze dei Beni Culturali dell’Università “Suor Orsola Benincasa”. Attualmente, la chiesa ospita la “Cattedra permanente di Culture d’Europa” dell’Università.
Chiesa di Sant’Angelo a Nilo
La Chiesa di Sant’Angelo a Nilo, nota anche come Cappella Brancaccio, è un importante luogo di culto situato nel centro storico di Napoli, in piazzetta Nilo. Fondata nel 1385 dal cardinale Rainaldo Brancaccio come cappella di famiglia, l’edificio ha subito importanti rimaneggiamenti nel 1709 ad opera di Arcangelo Guglielmelli, mentre il portale principale, in stile gotico-catalano, risale al XV secolo.
L’interno della chiesa presenta un’architettura a navata unica con arredi marmorei e stucchi settecenteschi. Tra le opere di maggior rilievo spiccano il monumentale sepolcro di Rainaldo Brancaccio, realizzato da Donatello e Michelozzo, e il sepolcro di Pietro Brancaccio, opera di Jacopo della Pila.
Nella cappella laterale si trova la tomba di Luigi Stuart, mentre a sinistra dell’altare maggiore è il sepolcro barocco dei cardinali Francesco e Stefano Brancaccio, caratterizzato da un’imponente struttura piramidale.
La chiesa ospita anche altre opere scultoree e pittoriche di notevole valore, come le tele di Giovan Battista Lama e il tabernacolo attribuito a Giovan Tommaso Malvito. La cappella è oggi una delle principali testimonianze della transizione tra gotico e rinascimento a Napoli.
Altre informazioni di interesse
Nessuna informazione di interesse
Link utili
Come arrivare a piazzetta Nilo
Fonti
wikipedia.org
Le strade di Napoli – Gino Doria
Le strade di Napoli – Romualdo Marrone


